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12 settembre 2015  

Convegno

Dopo i positivi riscontri delle precedenti edizioni del “Polio Day&...

Terapia, prognosi e prevenzione della poliomielite

TERAPIA
I pazienti nei quali si sospetti una poliomielite acuta dovrebbero essere tenuti a letto e ospedalizzali, se compaiono i segni di interessamento del sistema nervoso, è necessario tenere sotto controllo con attenzione la deglutizione, le funzioni vitali, il polso e la pressione del sangue per anticipare eventuali duplicazioni respiratorie e circolatorie. Se i segni neurologici si limitano all'irritazione meningea e al dolore muscolare, e sufficiente somministrare aspirina o altri analgesici blandi e applicare degli impacchi caldi per dare sollievo. Se si instaura la paralisi alla muscolatura degli arti. bisogna usare delle tavolette per i piedi, delle stecche per le mani e per le braccia, dei rulli per le ginocchia e per i trocanteri al fine di prevenire la caduta del piede e altre deformazioni. La frequente mobilizzazione passiva evita le contratture e l'anchilosi. L'insufficienza respiratoria è dovuta alla paralisi dei muscoli intercostali e diaframmatici o alla depressione del centro del respiro nel tronco cerebrale. In entrambi i casi e necessario usare un respiratore meccanico, preferibilmente a pressione positiva, e anche una tracheotomia. Il trattamento delle complicazioni polmonari e circolatorie, non differisce da quello attuato con altre malattie neurologiche, come la miastenia grave o la polineneuropatia acuta ascendente, ed è meglio effettuato nelle unitaà specializzate per il trattamento intensivo dell'insufficienza respiratoria.

PROGNOSI
Il tasso totale di mortalità della poliomielite acuta paralitica è tra il 5 e il 10%, più alto negli adulti più vecchi e in aumento con l'avanzare degli anni, nei bambini molto piccoli e nei neonati. Se il paziente sopravvive alla fase acuta, la paralisi respiratoria e della deglutizione in genere regrediscono completamente; solo in una piccola frazione di questi pazienti e necessaria un'assistenza respiratoria cronica. Inoltre molti pazienti hanno un recupero motorio totale e la maggior parte ha un certo grado di miglioramento. Il recupero della forza muscolare avviene in gran parte nei primi 3 o 4 mesi ed è il risultato del ritorno alla normalità morfologica dei neuroni parzialmente danneggiati. Può avere qualche importanza anche l'emissione di branche collaterali da parte degli assoni dei motoneuroni sani con reinnervazione delle fibre muscolari delle unità motorie denervate. Un lento recupero di modesta entità può aversi ancora per un anno o più per l'ipertrofia della muscolatura non danneggiata.

PREVENZIONE
Evidentemente essa costituisce l'aspetto più importante del trattamento ed è uno dei contributi più rilevanti della medicina moderna. La coltura dei poliovirus su tessuti embrionali umani e su cellule di rene di scimmia ha reso possibile la preparazione di vaccini che offrono un'efficacia e duratura immunità- Il primo di questi fu il vaccino iniettabile Salk, contenente ceppi virulenti dei tre sierotipi virali inattivati con la formalina. Esso è stato sostituito dal vaccino Sabin, che è formato da virus vivi attenuati, somministrati oralmente in due dosi a distanza di 8 settimane, a 1 anno e prima di iniziare la scuola sono necessarie delle dosi di richiamo. A partire dal 1965 l'incidenza annuale di poliomielite è stata inferiore allo 0,01 per 100.000 (rispetto all'incidenza annuale di 24 casi su 100.000 tra il 1951 e il 1955). La poliomielite molto raramente può manifestarsi dopo la vaccinazione (0,02-0,04 casi per un milione di dosi). Una parte significativa della popolazione, nelle regioni con bassi livelli sanitari pubblici, non è stata immunizzata. Si può supporre che, se aumenta la quota non immunizzata, si potrebbe di nuovo verificare un'epidemia di poliomielite


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